
L’addio a monsignor Nicola Cabiddu dell’arcidiocesi di Oristano.
L’arcidiocesi di Oristano piange la scomparsa di monsignor Nicola Cabiddu, morto nella notte di lunedì 30 marzo nella propria abitazione del quartiere San Paolo, dove aveva scelto di vivere negli ultimi anni della sua vita. La sua lunga esistenza, appena trascorsi i 99 anni il 24 marzo, si era intrecciata con la vita spirituale della comunità arborense, testimoniata da oltre 76 anni di servizio sacerdotale iniziati il 3 settembre 1950, quando fu ordinato presbitero dall’arcivescovo monsignor Sebastiano Fraghì.
Chi era monsignor Nicola Cabiddu.
Originario di Ortueri, Cabiddu ha attraversato decenni di impegno pastorale in numerose parrocchie dell’arcidiocesi, dimostrando dedizione e continuità nel suo ministero. Gli anni iniziali lo videro viceparroco a Busachi nel 1951, incarico a cui seguì la nomina a parroco a Tiana, dove rimase fino al 1955. Dopo un breve periodo a Narbolia, nel 1956 fece ritorno a Tiana, assumendo un ruolo centrale nella comunità fino al 1985. Il suo percorso proseguì con la nomina a parroco di Neoneli, incarico che svolse fino al 2010, quando, pur lasciando la guida formale della parrocchia, non interruppe la propria attività pastorale. Trasferitosi nella casa di San Paolo a Oristano, continuò a offrire la propria esperienza e collaborazione alla parrocchia locale, mantenendo viva la presenza di un sacerdote sempre disponibile e attento ai bisogni della comunità.
Il riconoscimento del suo lungo servizio si concretizzò nel 2017 con la nomina a Canonico onorario del Capitolo metropolitano, un titolo che sottolineava la stima e la considerazione accumulate negli anni. La comunità locale, che ha condiviso con lui momenti di preghiera, celebrazioni e vita quotidiana, lo ricorda per la profondità della sua fede e per il rigore morale unito a una straordinaria disponibilità verso i fedeli.
L’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale di San Paolo a Oristano.
I funerali si terranno mercoledì 1 aprile nella chiesa parrocchiale di San Paolo a Oristano alle 15:30, e saranno occasione per la città e l’arcidiocesi di rendere omaggio a una figura che ha lasciato un caro ricordo nella vita ecclesiale.
“Ha servito il Signore e la sua Chiesa con tutto se stesso, la sua umanità, il suo carattere, le sue competenze, la sua saggezza e il suo amore per la Chiesa. Ringraziamo il Signore che ce lo ha donato e che ora lo accoglie tra le sue braccia. Don Nicola con la sua vita e il suo ministero ci ha insegnato ad amare Gesù e di conseguenza a prenderci cura e ad amare i fratelli”, lo ricordano i suoi confratelli.
Nei giorni scorsi l’addio a don Salvatore Uras.
Il suo funerale si inserisce in un periodo segnato da ulteriori lutti per l’arcidiocesi, già colpita dalla recente scomparsa di don Salvatore Uras. Nato ad Allai, don Uras avrebbe compiuto 84 anni a maggio e aveva ricevuto l’ordinazione presbiterale nel 1967 a Tivoli, diocesi in cui iniziò il suo ministero sacerdotale. Anche lui aveva svolto incarichi pastorali in diverse comunità fino al 2012, anno in cui fece ritorno al paese natale, offrendo la propria disponibilità alla comunità locale come parroco. La sua attività fu interrotta solo dalla malattia che, nell’ultimo anno, ne limitò l’operato, ma non la dedizione e la generosità che lo avevano sempre caratterizzato.
Monsignor Nicola Cabiddu ha saputo incarnare i valori cristiani più autentici.
La vita di monsignor Cabiddu rappresenta un esempio di continuità e costanza nel servizio ecclesiale, capace di attraversare le trasformazioni della società e della Chiesa senza perdere il contatto con i fedeli. La sua figura emerge come quella di un sacerdote profondamente radicato nel territorio, che ha saputo incarnare i valori cristiani non solo nelle celebrazioni liturgiche, ma anche nella quotidianità, con attenzione alle persone, sostegno morale e guida spirituale. Nei decenni di ministero, Cabiddu ha accompagnato intere generazioni, celebrando matrimoni, battesimi e funerali, seguendo le famiglie nelle gioie e nei lutti, partecipando alla vita comunitaria con discrezione ma con presenza costante. La sua lunga permanenza a Tiana e a Neoneli, in particolare, ha consentito di stabilire legami profondi con i parrocchiani, diventando punto di riferimento per chi cercava conforto, ascolto o semplicemente un gesto di vicinanza.
L’arcidiocesi di Oristano perde una figura storica della Chiesa locale.
Con la scomparsa di monsignor Cabiddu, l’arcidiocesi perde una figura storica, testimone di un’epoca e di un modello di impegno pastorale oggi raro. La memoria del suo servizio rimane viva tra chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, frequentare le sue messe e condividere con lui momenti di vita e spiritualità, rappresentando un punto di riferimento morale e spirituale che continuerà a influenzare la comunità anche oltre la sua dipartita.

