L’allarme del ConSiPe sulla sicurezza nel carcere di Massama a Oristano.
Impianti danneggiati, dispositivi di sicurezza fuori uso, cavi elettrici esposti e reparti con illuminazione insufficiente. È il quadro segnalato dalla segreteria nazionale del Con.Si.Pe. all’interno del carcere “Salvatore Soro” di Massama, a Oristano. A rendere note le criticità è il segretario nazionale Roberto Melis, sulla base delle informazioni raccolte dal personale della Polizia Penitenziaria e del comparto sanitario. Una parte dei problemi sarebbe riconducibile alla devastazione di un reparto avvenuta negli ultimi giorni di agosto, che ha provocato danni a impianti, strutture e apparecchiature fondamentali per la sicurezza dell’istituto.
Nella sezione carceraria i danni sono ingenti.
Particolarmente compromessa risulterebbe la sezione 2B. Il box di servizio è privo del vetro, diversi coperchi dei quadri elettrici sono stati divelti, numerosi neon sono stati distrutti con i relativi cavi rimasti penzolanti e tutte le telecamere presenti nella sezione sarebbero state danneggiate, senza che ne risulti attualmente funzionante alcuna. A questo si aggiunge la presenza di scatole di derivazione danneggiate, con i cavi elettrici esposti, mentre tutte le finestre della sezione risultano prive dei vetri. Nonostante le condizioni del reparto, nella 2B sarebbero ancora ospitati oltre 40 detenuti. Una situazione che, secondo il sindacato, rende necessario un intervento urgente per ripristinare le condizioni di sicurezza della struttura.
I problemi all’illuminazione.
Un’ulteriore criticità viene segnalata al secondo piano, dove un’anomalia all’impianto elettrico avrebbe provocato un episodio con scintille e fiamme. Un dispositivo danneggiato avrebbe infatti rilasciato un componente, poi caduto a terra, generando il principio di rischio elettrico e antincendio segnalato dal personale. Nella stessa area viene inoltre denunciata una grave carenza di illuminazione. Lungo un tratto di circa 60 metri sarebbero attive soltanto tre plafoniere. Le condizioni di scarsa visibilità, secondo quanto riferito dal Con.Si.Pe., inciderebbero anche sulle attività del personale sanitario impegnato nella somministrazione delle terapie, oltre che sulla vigilanza e sui servizi svolti dagli agenti durante le ore serali e notturne.
I danni provocati dai recenti disordini nel carcere di Massama a Oristano.
Le problematiche non riguarderebbero soltanto la sezione 2B. In altri reparti sarebbero presenti cavi elettrici scoperti e pendenti dal soffitto, luci notturne danneggiate e, secondo la segreteria nazionale del sindacato, non sarebbero disponibili torce elettriche per il personale. Gli operatori si troverebbero così a svolgere i giri di conta e le attività assistenziali in condizioni di visibilità ridotta. Il Con.Si.Pe. collega le criticità attuali sia ai danni provocati dai recenti disordini sia a una situazione che, secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, presenta problemi di manutenzione e di adeguatezza delle strutture.
Le parole del segretario nazionale Roberto Melis.
“Non è accettabile che poliziotti penitenziari e operatori sanitari siano costretti a lavorare in condizioni che mettono a rischio la loro incolumità. La devastazione del reparto ha aggravato una situazione già critica: ora servono interventi immediati, seri e strutturali. La sicurezza di chi opera negli istituti penitenziari non è negoziabile”, afferma Roberto Melis. Il segretario nazionale del Con.Si.Pe. chiede quindi all’amministrazione di disporre con urgenza verifiche tecniche, procedere al ripristino degli impianti danneggiati e mettere in sicurezza le aree interessate: “Mentre si parla quasi ed esclusivamente dell’arrivo dei 41 bis in Sardegna ,il Con.Si.Pe non si dimentica dei poliziotti che quotidianamente garantiscono la sicurezza all’Interno delle patrie galere isolane”.
