Centro minori Cabras, il Siulp chiede un cambio di passo

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Ancora problemi nel Centro di accoglienza per minori di Cabras.

Il Siulp, Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia di Oristano, interviene sulle criticità legate al Centro di accoglienza per minori di Cabras, dopo la richiesta avanzata dal sindaco Andrea Abis di chiudere la struttura o, in alternativa, di procedere a un immediato cambio nella gestione. Alla base della posizione del sindacato ci sono le numerose segnalazioni e lamentele arrivate dai residenti e i frequenti interventi richiesti alle Forze dell’Ordine. Una situazione che, secondo il Siulp, impone una riflessione sull’attuale gestione e sulle possibili conseguenze del protrarsi di determinate criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Le parole del segretario generale provinciale del Siulp di Oristano.

“Voglio essere molto chiaro: Il Siulp non intende entrare nella contrapposizione politica sul tema dell’accoglienza. La tutela dei minori e il rispetto della dignità delle persone non sono in discussione. Ma quando determinate criticità diventano reiterate e richiedono con frequenza l’intervento delle Forze dell’Ordine, non siamo più davanti a una questione che può essere affrontata esclusivamente sotto il profilo amministrativo o gestionale. Diventa inevitabilmente anche una questione di ordine e sicurezza pubblica”, dichiara Alessandro Scintu, segretario generale provinciale del Siulp di Oristano.

Le ricadute sull’intero sistema provinciale della sicurezza.

Per il sindacato, quindi, la questione non può essere valutata soltanto sulla base del numero degli interventi delle pattuglie. Il ripetersi di comportamenti problematici, quando assumono rilievo sotto il profilo della sicurezza, potrebbe nel tempo contribuire a un peggioramento della situazione e favorire fenomeni di microcriminalità, con ricadute non solo sulla comunità di Cabras, ma sull’intero sistema provinciale della sicurezza. Il Siulp richiama inoltre l’attenzione sull’eventuale formazione, dentro o fuori dalla struttura, di dinamiche di gruppo in grado di rafforzare reciprocamente comportamenti devianti o illeciti. Qualora tali situazioni venissero concretamente accertate, sostiene il sindacato, non dovrebbero essere lasciate consolidare fino a trasformarsi in problematiche più complesse.

La richiesta di un cambio di passo.

“È proprio qui – sottolinea Scintu – che chiediamo un cambio di passo. Non possiamo aspettare che piccoli fenomeni diventino grandi problemi prima di intervenire. Se alcuni soggetti manifestano reiteratamente condotte incompatibili con il regolare funzionamento della struttura o tali da creare concrete criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica, riteniamo necessario che le Autorità competenti valutino immediatamente, nel rispetto della legge e delle garanzie previste per i minori, ogni misura consentita, compreso, laddove ne ricorrano i presupposti, il loro trasferimento verso strutture maggiormente adeguate alla relativa situazione”.

Occorre intervenire con decisione.

La prevenzione, secondo Alessandro Scintu del Siulp, passa anche dalla necessità di evitare che pochi soggetti possano influenzare negativamente gli altri ospiti o favorire aggregazioni nelle quali i comportamenti devianti possano rafforzarsi: “Non vogliamo criminalizzare nessuno e, soprattutto, non intendiamo generalizzare comportamenti individuali attribuendoli indistintamente a tutti i ragazzi ospitati. Ma proprio per tutelare quei minori che rispettano le regole e che devono poter beneficiare realmente del percorso di accoglienza e integrazione, occorre intervenire con decisione nei confronti di chi dovesse rendersi protagonista, in maniera reiterata, di condotte illecite o pericolose. Lasciare che queste dinamiche si consolidino non significa fare accoglienza: significa creare le condizioni perché il problema diventi più difficile da governare”.

Un altro elemento riguarda le risorse a disposizione delle Forze dell’Ordine.

La provincia di Oristano, sottolinea il Siulp, deve fare i conti da tempo con una carenza cronica di personale, più volte denunciata dal sindacato. Ogni intervento ripetuto nella stessa struttura comporta inevitabilmente l’impiego di pattuglie che, durante quel servizio, vengono sottratte alle attività ordinarie di prevenzione, pronto intervento e controllo del territorio. “Dietro una chiamata al 112 non ci sono risorse infinite – evidenzia Scintu-. Se una Volante viene impegnata a Cabras, magari anche per un periodo prolungato, quella stessa Volante non può essere contemporaneamente altrove. Ma vogliamo essere altrettanto chiari: il problema non è che la Polizia debba andare a Cabras. Se c’è bisogno, la Polizia interviene e continuerà a farlo. Il problema è capire perché debba essere chiamata ripetutamente e cosa si stia facendo per eliminare le cause che rendono necessari questi interventi”.

La Prefettura di Oristana interpellata sul Centro minori per migranti a Cabras.

Il Siulp sollecita le autorità competenti, a partire dalla Prefettura, ad assumere le proprie responsabilità e a imprimere una svolta nella gestione della situazione. La gestione amministrativa dell’accoglienza resta necessaria, ma quando emergono problemi con conseguenze sull’ordine e sulla sicurezza pubblica, sostiene il sindacato, alle procedure amministrative devono accompagnarsi decisioni tempestive, autorevoli ed efficaci.

Devono essere individuate soluzioni alternative.

“Non è sufficiente prendere atto delle criticità, convocare riunioni e continuare poi a gestire le singole emergenze quando si presentano – rimarca Scintu -. A un certo punto bisogna decidere. Se l’attuale modello di gestione non funziona, deve essere modificato. Se la struttura non è nelle condizioni di gestire determinate situazioni, devono essere individuate soluzioni alternative. E se singoli soggetti, con comportamenti reiterati, determinano concrete e documentate problematiche di sicurezza, devono essere valutati tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento per impedire che tali situazioni continuino a ripetersi”.

Serve una gestione seria del Centro minori di Cabras.

Il Siulp chiede quindi che il confronto già avviato dal Prefetto di Oristano con il Comune di Cabras e con gli altri soggetti istituzionali coinvolti porti in tempi rapidi a provvedimenti e risultati concreti. “La sicurezza dei cittadini e la tutela dei minori non sono esigenze contrapposte – conclude il rappresentante sindacale -. Al contrario, una gestione seria dell’accoglienza deve garantire entrambe. Le donne e gli uomini della Polizia di Stato continueranno, come sempre, a fare la propria parte. Ma non possiamo limitarci a rincorrere gli effetti di problemi che possono e devono essere affrontati prima. È arrivato il momento che ciascuno, per le proprie competenze, assuma le decisioni necessarie. La prevenzione si fa intervenendo prima che una criticità diventi emergenza, non dopo”.

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Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.