Monastero Santa Chiara, visite serali con Clarisse e Fai Oristano

Monastero Santa Chiara Oristano

Le visite serali al monastero Santa Chiara a Oristano.

Il monastero di Santa Chiara a Oristano apre le porte anche nelle ore serali con un calendario di visite previsto tra luglio e agosto. L’iniziativa è promossa dalle monache Clarisse in collaborazione con la delegazione Fai di Oristano e propone un ciclo di appuntamenti notturni per consentire l’accesso al complesso in un’atmosfera diversa dal consueto. Il programma, intitolato “Nel cuore del silenzio”, comprende 8 incontri a cadenza settimanale. I partecipanti avranno l’opportunità di scoprire la storia del monastero, visitare i suoi ambienti e conoscere da vicino i tesori custoditi al suo interno.

Porte aperte nel monastero di Santa Chiara a Oristano tutti i martedì di luglio e agosto.

Le visite si terranno ogni martedì sera a partire dal 7 luglio fino al 25 agosto. Per ciascuna data sono stati organizzati due turni distinti: il primo con inizio alle ore 22 e il secondo alle ore 23. Ogni visita avrà una durata di 60 minuti. Al fine di mantenere un contesto adeguato al carattere del luogo, i gruppi saranno formati da un massimo di 20 persone per turno. La partecipazione richiede una prenotazione obbligatoria attraverso il sito ufficiale del monastero, all’indirizzo https://www.monasterosantachiaraoristano.it/evento.php?id=148. Gli iscritti alla Fai potranno usufruire di posti riservati. Il contributo per prendere parte all’iniziativa è previsto sotto forma di offerta libera a sostegno delle Clarisse.

Accanto alle narrazioni delle monache interverranno gli esperti.

Durante gli incontri, i visitatori saranno accompagnati direttamente dalle Clarisse residenti nel monastero. Le religiose forniranno spiegazioni sulla storia del complesso e condurranno i presenti negli spazi che di norma non sono aperti al pubblico, permettendo così di osservare ambienti particolari del sito. L’edizione di quest’anno introduce un elemento specifico. Ogni appuntamento includerà un momento di approfondimento su un tema distinto, realizzato in collaborazione con la delegazione Fai di Oristano. A questo scopo, accanto alle narrazioni delle monache interverranno esperti, storici o ricercatori, che contribuiranno a illustrare aspetti meno noti del monastero.

Le opere medievali custodite nel monastero di Santa Chiara a Oristano.

Il ciclo inizierà con un focus sull’arte presente nel complesso. I partecipanti avranno modo di esaminare i dipinti del Trecento conservati all’interno della chiesa. Si tratta di opere medievali che verranno presentate mediante l’impiego di tecnologie in grado di interagire direttamente con le pitture, consentendo di mettere in evidenza dettagli e elementi che si trovano al di sotto degli strati visibili.

Il percorso dedicato alla memoria scritta custodita nel sito.

Nelle settimane successive l’attenzione si sposterà sul patrimonio librario e documentario del monastero. Il maestro Enrico Correggia guiderà i visitatori in un percorso dedicato alla memoria scritta custodita nel sito, concentrandosi in particolare sull’analisi di due testi che conservano notazione musicale. Ovvero il Cantorino e il manoscritto indicato come 1bR. Questi documenti rappresentano una testimonianza significativa della tradizione legata al monastero. Il professor Piero Ortu, in uno degli appuntamenti, esaminerà il ruolo svolto dal complesso monastico nel periodo giudicale. L’intervento metterà in luce la centralità politica e spirituale che Santa Chiara rivestì in quella fase storica, evidenziando i rapporti stretti che legarono il monastero alla famiglia degli Arborea e al territorio circostante.

L’accesso a un laboratorio di restauro temporaneo.

Un altro momento previsto nel calendario prevede l’accesso a un laboratorio di restauro temporaneo allestito all’interno del monastero stesso. In questa occasione i visitatori potranno osservare dal vivo l’attività degli specialisti del Restauro arborense, impegnati nel recupero di antiche mensole lignee del Trecento appartenenti alla chiesa. Saranno i restauratori a descrivere le procedure e le tecniche impiegate per la salvaguardia di questi elementi lignei. Lo storico dell’arte Obler Luperi si occuperà invece di un’analisi mirata sulla torretta situata accanto alla chiesa. Attraverso lo studio di una porzione limitata dell’edificio, corrispondente a pochi metri quadrati, proporrà una ricostruzione delle vicende storiche del complesso e del contributo delle maestranze che operarono alla sua costruzione nelle diverse epoche.

I confronti con altri edifici realizzati nello stesso arco temporale.

L’architetto Gabriele Pettinau ricostruirà l’intero percorso stilistico e costruttivo del monastero, partendo dal Medioevo e arrivando fino all’età contemporanea. La sua esposizione includerà confronti con altri edifici realizzati nello stesso arco temporale, in modo da collocare l’evoluzione di Santa Chiara all’interno del panorama architettonico dell’epoca.

Il contratto matrimoniale tra Pietro III e Costanza di Saluzzo.

Due appuntamenti del ciclo saranno riservati specificamente ai tesori documentari conservati nel monastero. La dirigente archivista del Ministero della Cultura, Monica Grossi, curerà la presentazione di una pergamena trecentesca di particolare rilevanza. Il documento contiene il contratto matrimoniale tra Pietro III e Costanza di Saluzzo e costituisce uno dei pezzi più significativi dell’archivio delle Clarisse. La sua esposizione eccezionale permetterà ai partecipanti di osservare direttamente questo antico atto.

Tra i partecipanti anche la ricercatrice Maria Grazia Mele.

La ricercatrice Maria Grazia Mele concluderà il percorso tematico inserendo il monastero di Santa Chiara nel contesto dell’urbanistica medievale di Oristano. Il suo intervento collegherà il complesso alle tracce ancora visibili nella città e a quelle memorie che il tempo ha parzialmente nascosto, facendo riferimento anche all’antico Condaghe custodito all’interno del monastero, un testo che offre ulteriori elementi sulla storia locale.

Le Clarisse condivideranno la loro conoscenza diretta del luogo.

L’insieme degli 8 appuntamenti consente di attraversare diversi aspetti del monastero. Dalla componente artistica a quella archivistica, dal restauro alla storia architettonica, fino ai legami con la storia del territorio. Le Clarisse, che vivono quotidianamente negli spazi del complesso, condivideranno la loro conoscenza diretta del luogo, mentre gli esperti chiamati di volta in volta forniranno chiavi di lettura specialistiche sui vari temi.

Il dialogo tra la prospettiva di chi abita il monastero e quella di chi lo studia.

L’iniziativa prevede che ogni appuntamento mantenga una struttura coerente. La guida delle Clarisse si alterna o si integra con gli interventi degli esperti, creando un dialogo tra la prospettiva di chi abita il monastero e quella di chi lo studia da un punto di vista scientifico. In questo modo, i visitatori possono acquisire una comprensione articolata del complesso, che spazia dalla contemplazione delle pitture trecentesche all’analisi delle tecniche di restauro, dalla lettura di antichi manoscritti alla ricostruzione delle fasi edilizie.

Le date delle visite nel monastero di Santa Chiara a Oristano.

Il calendario completo copre le serate del 7, 14, 21 e 28 luglio, e del 4, 11, 18 e 25 agosto. Ogni data mantiene la stessa formula organizzativa, con due turni serali e la medesima durata. L’offerta libera al termine della visita è destinata a sostenere le attività delle monache Clarisse che risiedono nel monastero. Tutte le informazioni aggiornate, le modalità di prenotazione e i dettagli su ciascun tema trattato sono consultabili direttamente sul portale del monastero di Santa Chiara di Oristano all’indirizzo https://www.monasterosantachiaraoristano.it/evento.php?id=148. L’iniziativa si presenta come un’occasione strutturata per entrare in contatto con il patrimonio del complesso attraverso visite guidate, approfondimenti tematici e accessi a spazi normalmente riservati.

Informazioni su Pietro Serra 1.506 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.