
I controlli contro la pesca illegale nello stagno di Santa Giusta.
Blitz del Corpo Forestale contro la pesca abusiva nello stagno di Pauli Majori, nel territorio di Santa Giusta, dove un’attività di controllo ha portato alla scoperta di un articolato sistema di catture illegali all’interno di un’area lagunare di particolare valore ambientale. Il Corpo Forestale e di vigilanza ambientale ha condotto l’operazione con il personale della stazione di Marrubiu e della Base navale di Oristano, impegnato in un servizio di vigilanza svolto anche con l’impiego dei mezzi nautici in dotazione. Nel corso delle verifiche sono stati individuati e sequestrati 30 bertovelli, reti da posta fisse collocate senza autorizzazione nelle acque del compendio lagunare.
Le reti erano disposte in modo da creare veri e propri sbarramenti.
Le attrezzature risultavano completamente prive di contrassegni identificativi e posizionate in aree difficilmente accessibili, accuratamente occultate tra la vegetazione e raggiungibili esclusivamente tramite imbarcazioni. In più circostanze le reti erano disposte in modo da creare veri e propri sbarramenti lungo i canali di collegamento tra le acque interne e lo stagno, modificando la naturale circolazione idraulica e ostacolando la risalita delle specie ittiche, con effetti diretti sugli equilibri ecologici del sistema.
Cosa sono i bertovelli sequestrati dal Corpo Forestale.
Il bertovello è uno strumento tradizionalmente utilizzato nelle acque interne, in particolare per la cattura dell’anguilla, ma il suo impiego è rigidamente regolamentato dalla normativa regionale, che ne consente l’uso solo in determinati periodi dell’anno e nel rispetto di precise caratteristiche tecniche. L’utilizzo illecito di tali attrezzi, spesso associato a maglie non conformi, comporta una cattura non selettiva che coinvolge anche esemplari di dimensioni inferiori ai limiti consentiti, compromettendo la capacità di rinnovamento delle popolazioni ittiche. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro amministrativo. Gli operatori hanno reimmesso nelle acque dello stagno il pescato trovato nelle reti, ancora vivo al momento dell’intervento, nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Il Corpo Forestale ha eseguito i controlli contro la pesca illegale a Santa Giusta.
L’attività di controllo rientra in un più ampio programma di vigilanza disposto dall’Ispettorato del Corpo Forestale di Oristano, sviluppato anche in coordinamento con altre forze di polizia e nell’ambito di un tavolo tecnico attivato presso la Questura. L’azione è finalizzata al contrasto della pesca illegale dell’anguilla europea, specie di rilevante valore ecologico ed economico, sottoposta a stringenti misure di tutela a causa del suo critico stato di conservazione.
Previsti ampi periodi annuali di divieto di cattura.
La normativa nazionale e internazionale prevede ampi periodi annuali di divieto di cattura e condizioni rigorose per l’esercizio dell’attività, considerando l’anguilla europea una specie da proteggere, inserita nell’Appendice II della Convenzione di Washington sul commercio delle specie minacciate di estinzione. La salvaguardia di questo patrimonio biologico rappresenta un obiettivo prioritario per la tutela degli ecosistemi lagunari e per la sostenibilità delle attività tradizionali svolte nel rispetto delle regole.

