Una scossa di terremoto è stata registrata in provincia di Avellino.
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.0 sulla scala Richter è stata registrata alle 21:49 dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), con epicentro nel territorio di Montefredane, in provincia di Avellino. L’ipocentro è stato localizzato a una profondità di circa 14 chilometri.
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La scossa è stata avvertita anche in altre province e nel Molise.
Il movimento tellurico è stato avvertito distintamente in gran parte della Campania, in particolare nelle province di Avellino, Benevento, Salerno e Napoli, dove molti cittadini hanno riferito di aver percepito la scossa anche ai piani alti degli edifici. Le segnalazioni sono giunte inoltre da alcune aree del Molise, in particolare dalla provincia di Campobasso. La scossa ha destato preoccupazione tra la popolazione, soprattutto nell’area napoletana, già interessata in questi mesi dal fenomeno del bradisismo nei Campi Flegrei. Al momento non si registrano danni a persone o strutture, ma la Protezione Civile sta monitorando la situazione e verificando eventuali criticità.
I comuni vicini l’epicentro del terremoto in provincia di Avellino.
I comuni più vicini all’epicentro, in un raggio di 20 chilometri, sono Montefredane (Av), Grottolella, Capriglia Irpina, Manocalzati, Prata di Principato Ultra, Atripalda, Avellino, Pratola Serra, Summonte, Candida, Ospedaletto d’Alpinolo, San Potito Ultra, Sant’Angelo a Scala, Altavilla Irpina, Tufo, Montefalcione, Parolise, Cesinali, Mercogliano, Aiello del Sabato, Sorbo Serpico, Pietrastornina, Salza Irpina, Santa Paolina, Santo Stefano del Sole, Petruro Irpino, Torrioni, Chiusano di San Domenico, San Michele di Serino, Montefusco, Arpaise (Bn), Chianche (Av), Contrada, Santa Lucia di Serino e Montemiletto.
Il ricordo del sisma disastroso in Irpinia.
Il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980 fu uno dei più devastanti della storia recente italiana. La scossa, di magnitudo 6.9 Richter, colpì Campania, Basilicata e Puglia, con epicentro tra Conza della Campania, Teora e Sant’Angelo dei Lombardi. In pochi secondi, interi paesi furono distrutti con quasi 3.000 vittime, oltre 8.000 feriti e circa 300.000 sfollati. I soccorsi furono lenti e disorganizzati, tra dolore e disperazione delle popolazioni colpite. Quel sisma cambiò per sempre il volto dell’Irpinia, simbolo di rinascita ma anche di inefficienze e promesse mancate.
