La devozione dei fedeli di Laconi a Sant’Antonio abate.
A Laconi la cittadinanza si è riunita numerosa per celebrare la festa di Sant’Antonio abate, che si è svolta ieri, 17 gennaio. L’evento, atteso con grande partecipazione, costituisce un momento importante di devozione religiosa e di trasmissione delle tradizioni locali, offrendo ai cittadini l’occasione di ritrovarsi insieme e rinnovare legami culturali e spirituali che da generazioni caratterizzano la vita del paese. Lo scorso venerdì, 16 gennaio, la processione ha attraversato le vie del paese, terminando con la benedizione del fuoco, simbolo di purificazione e protezione, un rito profondamente legato alla devozione popolare.
Si rinnova la devozione dei fedeli al santo eremita egiziano.
Le celebrazioni religiose hanno avuto inizio già al mattino con tre Messe, fissate alle 8, 10:30 e 17, mentre l’evento era stato anticipato dall’inizio della novena, lo scorso 8 gennaio, nella chiesa parrocchiale dei Santi Ambrogio e Ignazio. La giornata ha offerto ai fedeli l’opportunità di rinnovare il legame con il santo protettore e di tramandare la memoria delle antiche usanze che legano la comunità di Laconi alla figura di Sant’Antonio abate, fondendo fede, cultura e tradizione popolare.
I ringraziamenti alla cittadinanza da parte del sindaco Salvatore Argiolas.
“Al termine dei festeggiamenti in onore del nostro caro Sant’Antonio abate, desidero formulare i più sentiti ringraziamenti a tutti coloro i quali hanno reso possibile festeggiare al meglio all’insegna della nostra migliore tradizione – ha affermato il sindaco Salvatore Argiolas -. Esprimo inoltre soddisfazione per essere riusciti in un’impresa che sembrava impossibile solo pochi giorni fa. Ovvero riuscire a ‘riaprire’ la chiesa di Sant’Antonio col nuovo tetto in legno proprio nell’ultimo anno del nostro mandato amministrativo. Il “miracolo” é stato possibile grazie all’impegno di buona parte della nostra comunità, ma che sarebbe stato impossibile senza la disponibilità del direttore dei Lavori del cantiere, della ditta appaltatrice, di amministratori e dipendenti comunali, in particolare quelli dell’Ufficio Tecnico, dell’impresa 3 M e della Conad”.
