
I carabinieri di Cabras hanno arrestato Alessio Putzolu.
Alessio Putzolu, un giovane di 26 anni residente a Cabras, è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione con l’accusa di aver compiuto una serie di attentati incendiari ai danni di auto parcheggiate nel centro abitato. L’operazione, eseguita nella mattinata di ieri, 9 giugno, rappresenta uno sviluppo importante nelle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Oristano.
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Alessio Putzolu sarebbe il principale responsabile di una sequenza di raid.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Comando provinciale di Oristano, Putzolu sarebbe il principale responsabile di una sequenza di raid che si sono verificati tra maggio 2025 e marzo 2026, prevalentemente in via Kolbe. I reati contestati includono tentata estorsione, violenza privata, danneggiamento aggravato e incendio di veicoli, tutti aggravati dalla continuazione e commessi in concorso con un altro soggetto nei confronti del quale le indagini proseguono. All’indagato viene inoltre addebitato il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, elemento che gli inquirenti ritengono centrale nel contesto più ampio delle dinamiche criminali emerse.
Gli attentati incendiari non erano episodi isolati.
Gli investigatori hanno spiegato che gli attentati non sarebbero stati episodi isolati, bensì parte di un disegno criminoso finalizzato a esercitare pressione su persone coinvolte nell’ambiente dello spaccio di cocaina. Rimane ancora da accertare con precisione se le auto incendiate siano state scelte in base a legami specifici con tale mondo oppure se la loro selezione sia risultata casuale, così come si sta valutando se la concentrazione degli episodi in via Kolbe sia dipesa da una strategia mirata o da una coincidenza legata alle abitudini di parcheggio degli abitanti del quartiere.
Un lavoro lungo e meticoloso quello dei carabinieri di Cabras.
Il lavoro dei carabinieri si è rivelato lungo e meticoloso. Fin dai primi episodi segnalati nel corso del 2025, i militari della stazione di Cabras, supportati dal Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia di Oristano, hanno attivato servizi di osservazione e controllo sul territorio. Giornate intere di appostamenti e pedinamenti, unite all’analisi approfondita delle immagini provenienti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, hanno permesso di raccogliere elementi utili. Le testimonianze acquisite nel tempo hanno contribuito a completare il quadro indiziario, consentendo agli inquirenti di avvicinarsi progressivamente all’identificazione del presunto autore.
L’ultimo incendio è avvenuto a fine marzo.
L’ultimo atto della serie si è consumato nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2026, quando un’Opel Corsa è stata data alle fiamme. Si trattava della seconda volta che lo stesso veicolo veniva preso di mira, dopo un precedente attentato risalente al maggio 2025. Le fiamme si erano propagate anche a una Renault Clio parcheggiata accanto, rischiando di coinvolgere altre autovetture, giardini e abitazioni vicine. Solo il rapido intervento dei vigili del fuoco aveva evitato conseguenze più gravi. Quello è stato registrato come il decimo episodio di incendio di mezzi in sosta verificatosi a Cabras a partire dal 2022. A domare le fiamme erano intervenuti, pochi minuti dopo, i vigili del fuoco del Comando provinciale di Oristano, mentre i carabinieri avevano immediatamente avviato gli accertamenti, seguendo la stessa pista investigativa che ha poi condotto all’arresto di Alessio Putzolu.
Nel paese di Cabras si sono vissuti mesi di preoccupazione.
Il paese lagunare ha vissuto questi mesi con crescente preoccupazione. I residenti di via Kolbe e delle vie circostanti hanno assistito con ansia al ripetersi dei raid notturni, che hanno generato un clima di insicurezza in un centro abitato solitamente tranquillo. Le Forze dell’Ordine hanno più volte sottolineato come la collaborazione dei cittadini sia stata fondamentale, fornendo segnalazioni e dettagli che hanno arricchito il lavoro investigativo. In tale contesto, i carabinieri hanno operato con il massimo riserbo durante tutta la fase delle indagini. Solo una volta raggiunto un quadro sufficientemente solido, supportato da riscontri tecnici, video e testimonianze, è stato possibile richiedere e ottenere dal giudice per le indagini preliminari la misura cautelare nei confronti di Alessio Putzolu. Il provvedimento apre ora la fase processuale, nella quale l’indagato potrà esercitare il proprio diritto di difesa.
Il modo di agire di Alessio Putzolu era abbastanza ricorrente.
Gli inquirenti hanno evidenziato come gli attentati presentassero modalità operative ricorrenti: veicoli incendiati nelle ore notturne, in aree residenziali, con tecniche che lasciavano intendere una certa dimestichezza con questi gesti intimidatori. La scelta di via Kolbe come teatro principale degli episodi ha attirato particolare attenzione. Gli investigatori si sono interrogati sulle ragioni di questa localizzazione ripetuta, verificando se fosse legata a conoscenze o frequentazioni dell’indagato nell’area oppure se rappresentasse semplicemente il luogo dove le vittime abituali parcheggiavano le proprie auto.
Si indaga nel mondo dello spaccio.
Nel corso delle indagini è emerso che alcune delle persone colpite dagli incendi gravitavano, secondo gli accertamenti, nell’ambiente dello spaccio. Questo elemento ha rafforzato l’ipotesi che gli atti incendiari fossero strumentali a tentativi di estorsione o di regolamenti di conti all’interno di quel contesto. Putzolu, già noto alle Forze dell’Ordine per altre vicende, è risultato fin da subito tra i soggetti sui quali concentrare l’attenzione investigativa. L’operazione rappresenta un tassello importante nell’impegno delle Forze dell’Ordine per contrastare forme di illegalità che, pur circoscritte, avevano creato allarme sociale. La Procura di Oristano ha coordinato le attività con l’obiettivo di fare piena luce non solo sugli episodi materiali ma anche sui possibili moventi e sulle reti di relazioni che li hanno resi possibili. Gli accertamenti continuano, in particolare sul ruolo del complice al quale si fa riferimento nell’ordinanza cautelare.
Con l’arresto di Alessio Putzolu si chiude una fase delicata per il paese.
L’arresto di Alessio Putzolu chiude una fase delicata per il paese, offrendo alla cittadinanza un segnale di attenzione concreta da parte delle istituzioni. Rimane tuttavia l’impegno a continuare le indagini per scongiurare il ripetersi di simili dinamiche e per restituire piena serenità a una comunità che ha vissuto troppo a lungo sotto la minaccia di questi atti intimidatori.

