
La crescita dell’artigianato sardo vede Oristano in prima linea.
Dalla provincia di Oristano arrivano segnali particolarmente incoraggianti per l’artigianato sardo nel 2025. Qui, su un totale di 2.358 imprese registrate, si contano 150 nuove iscrizioni e 124 cancellazioni, con un saldo positivo di 26 attività e un tasso di crescita dell’1,11%. Un risultato che colloca il territorio tra quelli più dinamici del Paese e contribuisce al buon posizionamento complessivo dell’isola. La Sardegna chiude infatti l’anno con il segno positivo e conquista il terzo posto nazionale per crescita delle imprese artigiane, alle spalle di Trentino e Friuli. Un dato che conferma come una attività su cinque nell’isola appartenga al comparto artigiano, rafforzando il peso strategico del settore nell’economia regionale.
I dati forniti dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna.
A fotografare l’andamento è l’analisi sulla “Demografia delle imprese artigiane sarde del 2025” elaborata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, che ha esaminato i dati Movimprese-UnionCamere. Il bilancio tra aperture e chiusure delle micro, piccole e medie imprese artigiane evidenzia una crescita dello 0,55%, frutto di 2.049 nuove attività contro 1.862 cessazioni, per un saldo positivo di 187 imprese. Un miglioramento sensibile rispetto al 2024, quando l’incremento si era fermato allo 0,10%.
I dati dell’artigianato sardo nelle varie province inclusa Oristano.
Guardando al dettaglio territoriale, la situazione appare differenziata. A Cagliari, dove si concentra il maggior numero di microimprese artigiane con 12.433 unità registrate, il saldo resta negativo: 695 aperture contro 722 chiusure determinano una perdita di 27 imprese e una flessione dello 0,21% rispetto al 2024. Segno opposto a Nuoro, che registra un incremento di 52 attività grazie a 369 iscrizioni e 317 cancellazioni, portando il totale a 6.797 aziende e una crescita dello 0,77%. Performance particolarmente positive arrivano dal Nord Sardegna, nell’area Sassari-Gallura, dove le imprese artigiane raggiungono quota 12.270. Qui le nuove attività sono state 835 a fronte di 699 cessazioni, per un saldo di +136 e un tasso di crescita dell’1,12%, il migliore a livello regionale.
Nel confronto nazionale, proprio Sassari-Gallura e la provincia di Oristano entrano nella top ten italiana per dinamismo del comparto, collocandosi rispettivamente al quarto e al quinto posto per tasso di crescita dell’artigianato nel 2025. Un risultato che conferma la vitalità di alcune aree dell’Isola, nonostante un contesto economico ancora complesso.
Ci sono segni di vitalità nel mondo dell’artigianato sardo.
Nel complesso, il sistema imprenditoriale sardo archivia il 2025 con segnali di vitalità. Il saldo totale delle imprese è positivo per 1.521 unità, mentre l’artigianato contribuisce con +187. La crescita dello stock complessivo raggiunge lo 0,92%, valore nettamente superiore al +0,24% registrato nel 2024. Nelle classifiche nazionali, la Sardegna si colloca al settimo posto per sviluppo del totale imprese e, come detto, al terzo per l’artigianato. Il risultato è legato soprattutto alla marcata riduzione delle cessazioni, in calo a doppia cifra, interpretata dagli analisti come segnale di maggiore capacità di tenuta del sistema produttivo regionale. A fine 2025 le imprese registrate nell’Isola sono 166.197, delle quali 33.858 artigiane, pari a circa una su cinque. Numeri che confermano il ruolo centrale delle micro e piccole realtà nella struttura economica sarda.
La transizione digitale e green stanno ridisegnando il comparto.
L’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna ha inoltre esaminato i settori trainanti nel periodo 2019-2024, evidenziando come la doppia transizione digitale e green stia ridisegnando il comparto. Alcuni segmenti mostrano infatti un dinamismo in controtendenza rispetto al processo selettivo in atto.
Tra le aree più vivaci figura l’abitare sostenibile. I lavori di costruzione specializzati crescono di 451 unità, pari al +6%, mentre i servizi per edifici e paesaggio aumentano di 113 imprese (+9,5%). Bene anche il comparto del benessere, dove le altre attività di servizi alla persona registrano un incremento di 402 unità (+2,1%). Segnali molto marcati arrivano dal settore dei trasporti. Il trasporto marittimo e per vie d’acqua segna un balzo di 68 imprese, pari al +121,4%, mentre il magazzinaggio e le attività di supporto ai trasporti crescono di 23 unità (+21,1%). In espansione anche l’area digitale, che comprende riparazione e installazione di macchinari, produzione di software, consulenza informatica e servizi di informazione.
L’analisi evidenzia inoltre, nel quinquennio 2019-2024, un rafforzamento dell’artigianato più strutturato. Le società di capitali artigiane risultano infatti l’unica forma giuridica in aumento sull’Isola. Si tratta di imprese con una dimensione media di 5,8 addetti, superiore alla media complessiva del comparto artigiano, che si attesta a 2,4 addetti per impresa.

