Rosa Erdas muore a 105 anni, lutto a Nurachi

Rosa Erdas

L’addio a Rosa Erdas nella chiesa parrocchiale di Nurachi.

Il paese di Nurachi si prepara a dare l’ultimo saluto a Rosa Erdas, scomparsa nelle scorse ore all’età di 105 anni. La donna aveva raggiunto il traguardo del secolo di vita lo scorso 17 gennaio, mantenendo fino agli ultimi tempi condizioni fisiche generalmente buone, sebbene la lucidità non fosse sempre costante.

Chi era l’ultracentenaria Rosa Erdas.

Nata a Cabras, la nonnina aveva attraversato più di 100 anni di vicende personali, segnando un percorso lungo e articolato. Dopo la scomparsa del marito Salvatore Pisanu, avvenuta nel 1995, aveva proseguito il proprio cammino mantenendo saldo il legame con la famiglia che insieme avevano formato, dalla quale erano nati i figli Ezio e Licia. Nel tempo Rosa Erdas ha vissuto circondata dai suoi cari, mantenendo sempre uno stile di vita discreto e misurato, qualità riconosciute da chi l’ha conosciuta.

Interpellata più volte su quale potesse essere la ragione della sua longevità, spiegava con semplicità di aver affrontato ostacoli e prove con fiducia, evitando di cedere alla tristezza e cercando di mantenere uno sguardo positivo anche nei momenti più complessi. Un orientamento, riferiva, che aveva accompagnato ogni fase della sua esistenza, contribuendo a delinearne il carattere e il modo di porsi davanti agli eventi.

Una vita vissuta tra le diverse zone della Sardegna.

L’infanzia di Rosa Erdas era trascorsa in diversi angoli della Sardegna. Il padre, Giovanni Erdas, svolgeva il lavoro di guardiano dei fari e la famiglia si spostava seguendo gli incarichi dell’uomo. Proprio in quei contesti isolati la futura direttrice delle Poste aveva iniziato a studiare, sviluppando una curiosità che negli anni sarebbe rimasta una sua caratteristica distintiva. Fin da giovane mostrò interesse per la lettura e per l’approfondimento di argomenti diversi.

La passione per la conoscenza la portò anche a familiarizzare con strumenti allora non comuni, come il telegrafo. Questa competenza contribuì a indirizzarla verso il lavoro nelle Poste, dove venne assunta nella sede di Cabras. L’ingresso avvenne in un ruolo impiegatizio di base, ma nel corso del tempo la sua carriera si sviluppò progressivamente. All’interno di Poste Italiane la dipendente maturò esperienza in più centri del territorio. Prestò servizio anche a Baratili e a Narbolia, consolidando competenze organizzative e amministrative. Il percorso professionale si concluse con la nomina a direttrice nella sede di Nurachi, incarico che svolse fino al pensionamento.

Il ricordo di chi l’ha conosciuta.

Secondo il ricordo di quanti hanno avuto modo di frequentarla nel corso degli anni, veniva considerata una figura riservata, estranea alla ricerca di visibilità e lontana da qualsiasi forma di protagonismo, ma al tempo stesso caratterizzata da una preparazione culturale ampia e curata. La consuetudine con i libri rappresentò per lei un riferimento stabile anche nella fase più avanzata della vita, accompagnata da una costante attenzione verso l’attualità e da un desiderio di approfondimento che non venne meno con il passare del tempo.

Il triste annuncio dei familiari.

La notizia della scomparsa si è diffusa rapidamente tra parenti e conoscenti, che oggi ne ricordano la lunga vita e il percorso professionale. A darne il triste annuncio sono stati i figli Ezio con la moglie Caterina e Licia con il marito Sandro, insieme ai nipoti, ai pronipoti e a tutti i familiari. L’ultimo saluto è in programma per la giornata di oggi, sabato 28 febbraio, nel centro di Nurachi. La celebrazione della Santa Messa sarà officiata alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. I familiari hanno inoltre comunicato che si dispensa dalle visite.

Il paese si prepara a dare l’ultimo saluto alla sua nonnina.

Con la morte di Rosa Erdas si conclude un percorso umano che ha abbracciato oltre un secolo, attraversando epoche differenti e intrecciandosi con le vicende di numerose comunità dell’Oristanese. L’esistenza della donna, iniziata nei primi anni del Novecento tra i fari della Sardegna, si è snodata tra l’attività nel settore pubblico e la dedizione alla famiglia, mantenendo sempre uno stile riservato e lontano dall’esposizione. Nel ricordo dei familiari rimane la figura di una persona determinata, capace di affrontare le difficoltà con equilibrio e fiducia, senza lasciarsi sopraffare dalle circostanze. Il suo cammino, segnato dall’impegno professionale e dalla cura dei legami affettivi, viene ora rievocato da chi le è stato vicino nel corso degli anni. La cittadinanza si raccoglie attorno ai parenti in queste ore di commiato, mentre il paese si prepara a partecipare alla celebrazione funebre.

Informazioni su Pietro Serra 1.720 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.