Disordini nel carcere di Massama, l’allarme del Con.Si.Pe.

Carcere Massama Oristano Roberto Melis Consipe

I disordini nel carcere di Massama a Oristano.

Tensione e disordini hanno nuovamente segnato la giornata di ieri, 26 febbraio, all’interno del carcere di Massama a Oristano, confermando le criticità di un sistema carcerario già sotto pressione. A sollevare la questione è stata la Con.Si.Pe., attraverso il segretario nazionale Roberto Melis, che ha manifestato profonda preoccupazione per gli eventi verificatisi nella struttura.

Si sono vissuti momenti di grande tensione.

La situazione è degenerata quando due detenuti – uno appartenente al circuito di Alta Sicurezza e l’altro ristretto in isolamento disciplinare – sono riusciti a salire sul tetto dell’area passeggi, dando vita a una protesta protrattasi fino a tarda sera. L’episodio ha reso necessario l’intervento della polizia di Stato per sostenere la sicurezza esterna, mentre il personale penitenziario ha gestito la vicenda con professionalità, tentando di contenere il disagio all’interno dell’istituto.

Nel carcere di Massama non si riescono più a coprire neppure i turni minimi.

Il segretario Melis ha sottolineato come l’accaduto evidenzi nuovamente le difficoltà strutturali legate all’organico attuale della Polizia Penitenziaria. “L’evento, pur gestito con professionalità dal personale presente, evidenzia ancora una volta l’impossibilità di garantire un controllo efficace dell’istituto con l’attuale organico”, ha dichiarato, aggiungendo che a Massama non si riescono più a coprire neppure i turni minimi indispensabili. Una condizione che, secondo Con.Si.Pe., ha inevitabili ripercussioni sulla sicurezza sia interna sia esterna dell’istituto.

Un detenuto non era idoneo alla sezione dove si trovava.

Uno dei detenuti coinvolti, già ritenuto non idoneo alla permanenza in sezione e collocato in isolamento, avrebbe dovuto effettuare il passeggio in un’area dedicata esclusivamente ai detenuti isolati. Per decisione della direzione, invece, l’attività si è svolta nelle aree comuni destinate al passeggio ordinario, dove un altro detenuto del circuito di Alta Sicurezza aveva già manifestato comportamenti analoghi in passato. “Questa scelta organizzativa – spiega Melis -, ha contribuito in maniera determinante al verificarsi dell’episodio critico”. Il sindacato ha messo in luce come tali scelte, sommate alla persistente carenza di personale e alla mancanza di un coordinamento operativo adeguato, stiano portando la struttura verso una condizione di progressivo collasso. “Un carcere con circa 200 detenuti non può essere gestito senza una struttura di comando pienamente funzionale e senza un organico sufficiente a garantire sicurezza, ordine e trattamento», ha osservato il segretario Con.Si.Pe.

Le criticità rendono complesse le attività quotidiane.

La vicenda di Massama si inserisce in un contesto di criticità nel sistema penitenziario italiano, dove episodi di ribellione, proteste e gestione difficoltosa dei detenuti ad alta sicurezza si sono ripetuti più volte negli ultimi anni. La carenza di personale, le strutture spesso datate e le difficoltà organizzative rendono complesse le attività quotidiane, aumentando il rischio di incidenti e mettendo sotto pressione gli operatori.

Il senso del dovere della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Massama.

Melis ha ribadito che la Polizia Penitenziaria continua a svolgere il proprio lavoro con senso del dovere e professionalità, pur lamentando la mancanza di supporto adeguato per affrontare situazioni prevedibili. “La Polizia Penitenziaria continua a garantire il proprio servizio con senso del dovere e professionalità, ma non può essere lasciata sola a fronteggiare criticità prevedibili e prevedibili”, ha affermato. A tal proposito Melis ha espresso vicinanza al personale in servizio a Massama, riconoscendo il ruolo delicato e spesso rischioso che gli agenti devono affrontare quotidianamente. Secondo Con.Si.Pe., è fondamentale che le istituzioni intervengano con urgenza per rafforzare l’organico, migliorare il coordinamento e rivedere le procedure operative, in modo da prevenire il ripetersi di episodi simili e garantire condizioni di lavoro e sicurezza più stabili per chi opera all’interno della struttura.

Un campanello d’allarme per l’intero sistema carcerario.

Gli episodi come quello di ieri rappresentano un campanello d’allarme per l’intero sistema carcerario. La combinazione di detenuti ad alta sicurezza, regimi disciplinari e turni non coperti pone sfide continue nella gestione quotidiana delle carceri. Il Con.Si.Pe. ha sottolineato che senza interventi concreti e immediati la situazione rischia di peggiorare ulteriormente, mettendo a rischio non solo il personale, ma anche l’incolumità dei detenuti e la sicurezza generale della comunità esterna. Perciò il sindacato della Polizia Penitenziaria continuerà a monitorare attentamente l’evolversi della situazione, sollecitando soluzioni rapide e strutturali, affinché il personale penitenziario non sia lasciato a gestire da solo situazioni ad alto rischio. “L’obiettivo è garantire un equilibrio tra sicurezza, gestione dei detenuti e condizioni operative degli agenti, in un contesto in cui ogni carenza può avere conseguenze immediate e gravi”, conclude Melis.

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Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.