
La semina del riso con i droni in provincia di Oristano.
Una semina sperimentale del riso tramite l’utilizzo di droni, effettuata su una superficie di circa 4 ettari e mezzo per la tipologia Bramante, rappresenta l’ultima frontiera tecnologica con cui i produttori sardi cercano di rispondere a una crisi di mercato sempre più stringente. Sabato prossimo l’azienda iFerrari, associata di Coldiretti Oristano, testerà questo sistema d’avanguardia con l’obiettivo di ottimizzare le risorse disponibili, incrementare l’efficienza interna e migliorare la competitività dei raccolti. Si tratta del culmine di un percorso avviato nel 2018 grazie a un progetto sviluppato da Coldiretti Oristano in collaborazione con MedSea e Smart Geo Survey, realtà che hanno creduto nell’agricoltura di precisione quando l’impiego dei velivoli radiocomandati non era ancora diffuso nelle campagne.
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L’introduzione dei droni per seminare il grano in provincia di Oristano.
L’introduzione di tali innovazioni avviene tuttavia in un contesto economico capovolto rispetto agli investimenti profusi. I coltivatori si trovano a dover sostenere i costi di macchinari di ultima generazione mentre i listini dei principali centri di scambio nazionali registrano forti flessioni. Secondo i dati monitorati dalle Borse Merci e rielaborati dall’associazione di categoria, nell’arco degli ultimi dodici mesi si è verificato un netto deprezzamento delle varietà più diffuse. Il riso Roma ha subito una contrazione del 28%, scivolando da 432 a 312 euro alla tonnellata, mentre la tipologia Centauro-Balilla ha mostrato un calo del 17%, assestandosi a 480 euro rispetto ai precedenti 576 euro.
La tendenza al ribasso trova riscontro anche sulla piazza commerciale di Milano, dove l’Arborio ha perso il 15% del proprio valore calando a 530 euro alla tonnellata e il Vialone Nano ha evidenziato una riduzione superiore al 30%, passando da 675 a 460 euro. Le flessioni più consistenti hanno colpito il Sant’Andrea, che tra ottobre e maggio è sceso da 577 a 336 euro alla tonnellata con una perdita che oltrepassa il 40%, e il Baldo, i cui valori sono diminuiti del 31% arrestando la quotazione a 364 euro.
La situazione in Sardegna si manifesta ancor più complessa.
Per il comparto risicolo della Sardegna la situazione si manifesta ancor più complessa a causa degli svantaggi strutturali legati alla localizzazione geografica. Oltre a subire le oscillazioni della borsa, le strutture produttive isolane devono assorbire i costi del trasporto marittimo e terrestre verso i mercati della terraferma. Questa spesa logistica aggiuntiva viene stimata in circa 5 euro per ogni quintale di prodotto, un fattore che incide in modo diretto sui margini di guadagno e che va a sommarsi ai rincari generali dei fattori produttivi che hanno gravato sulle aziende agricole nel recente periodo.
Le parole del presidente di Coldiretti Oristano.
In merito a queste dinamiche, il presidente di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “I numeri parlano di una redditività di settore sotto pressione – per le aziende sarde il problema è amplificato dall’insularità, che comporta costi aggiuntivi che i nostri concorrenti non hanno. Per questo diventa fondamentale valorizzare il riso prodotto in Sardegna e in Italia, garantendo reciprocità delle regole negli scambi internazionali e massima trasparenza sull’origine del prodotto”.
Il decremento dei ricavi patrimoniali.
L’orientamento alla modernizzazione e alla sostenibilità ambientale della filiera sarda, che si scontra con il decremento dei ricavi patrimoniali, viene delineato anche dalla dirigenza dell’organizzazione agricola oristanese. Il direttore Emanuele Spanò ha infatti commentato: “La semina con il drone che l’azienda iFerrari realizzerà sabato rappresenta il risultato di un percorso iniziato anni fa. Già nel 2018, con il progetto costruito da Coldiretti Oristano insieme a MedSea e Andrea Liverani che oggi guida la Smart Geo Survey, Coldiretti Oristano ha creduto nelle potenzialità di queste tecnologie quando ancora erano poco diffuse nel settore agricolo – oggi vediamo aziende come iFerrari raccogliere quella sfida e trasformarla in innovazione concreta, con benefici in termini di efficienza e sostenibilità ambientale. Il problema è che mentre le imprese investono sempre di più in qualità, tecnologia e sostenibilità, i prezzi continuano a scendere. Senza una adeguata sostenibilità economica diventa sempre più difficile sostenere anche quella ambientale”.
L’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana ad Angelo Mario Ferrari.
Nel medesimo scenario si inserisce il recente conferimento del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana ad Angelo Mario Ferrari, fondatore della realtà imprenditoriale protagonista della sperimentazione con i droni. La consegna del titolo onorifico si è svolta a Oristano nella centrale Piazza Roma, in concomitanza con le celebrazioni ufficiali della Festa della Repubblica. L’imprenditore, nato nel 1938, opera da oltre cinquantacinque anni nell’ambito dell’agricoltura e della risicoltura regionale ed è stato tra i promotori, nel 1978, della costituzione della Cooperativa Sardo Piemontese Sementi, ditta che ha contribuito a qualificare la produzione locale sul piano nazionale. L’azienda di famiglia prosegue oggi l’attività attraverso l’adozione di certificazioni di qualità come il Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e la ricerca genetica agraria.
Sull’onorificenza concessa all’anziano risicoltore, l’intera Coldiretti Oristano ha espresso la propria posizione ufficiale: “La nomina di Angelo Ferrari a Cavaliere della Repubblica è motivo di orgoglio per tutta l’agricoltura sarda – è il riconoscimento a una vita dedicata al lavoro, alla qualità e all’innovazione. La sua storia racconta perfettamente cosa significa fare impresa agricola in Sardegna: affrontare le difficoltà quotidiane senza rinunciare a investire, crescere e guardare al futuro. Un esempio straordinario per le nuove generazioni di agricoltori e per tutto il comparto risicolo regionale”.

