Pesca vietata nel Sinis, denunciato il comandante di un peschereccio

Pesca vietata nel Sinis, denunciato il comandante di un peschereccio

Denunciato mentre pescava nel Sinis.

La Capitaneria di Porto di Oristano ha sorpreso un peschereccio mentre pescava illegalmente all’interno dell’Area Marina Protetta “Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre”. L’intervento è avvenuto grazie alla motovedetta Cp 893, che, durante una normale attività di sorveglianza, ha intercettato l’unità nel momento in cui stava recuperando una rete da pesca in un tratto di mare ricadente nella zona “B”, riserva generale dell’area protetta.

La Guardia Costiera ha scortato il peschereccio fino al porto industriale di Oristano.

A seguito dell’accertamento, il peschereccio è stato scortato fino al porto industriale di Oristano, dove il personale della Guardia Costiera ha proceduto al sequestro del prodotto ittico e degli strumenti di pesca impiegati. Tra il pescato risultavano 24 chilogrammi di seppie, torpedini e scorfani, mentre la rete da posta utilizzata, lunga circa 1000 metri, è stata anch’essa sottoposta a sequestro. Il personale del Dipartimento di Oristano dell’Azienda Sanitaria Locale ha controllato il prodotto ittico, ne ha verificato la sicurezza e ne ha confermato l’idoneità al consumo umano, quindi ha destinato il pescato a un ente caritatevole della zona per assistere persone in condizioni di necessità.

Denunciato per l’attività di pesca illegale nel Sinis.

La Guardia Costiera ha denunciato alla Procura della Repubblica di Oristano il comandante dell’imbarcazione per violazione dell’articolo 30 della Legge 394 del 1991, normativa quadro sulle Aree Marine Protette. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il peschereccio operava senza la specifica autorizzazione necessaria per svolgere attività di pesca in un’area di particolare valore ambientale e naturalistico, autorizzazione che può essere concessa solo dall’Ente Gestore in circostanze specifiche.

Le attività di controllo della Guardia Costiera di Oristano.

L’episodio si colloca all’interno di una più ampia strategia di vigilanza e controllo promossa dalla Guardia Costiera di Oristano, volta a garantire il rispetto delle normative che regolano la filiera dei prodotti ittici e a proteggere l’ambiente marino. Le attività di sorveglianza comprendono ispezioni sia sulle imbarcazioni in navigazione sia sulle aree sensibili, con particolare attenzione alle zone protette come la “Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre”, riconosciuta per il suo elevato pregio naturalistico e la biodiversità.

La sicurezza del prodotto destinato al consumo umano.

L’azione della Guardia Costiera rappresenta uno degli strumenti principali di tutela delle risorse marine, finalizzato a prevenire pratiche di pesca illegali che possono compromettere l’equilibrio dell’ecosistema. L’Area Marina Protetta coinvolta comprende habitat marini e costieri di grande interesse, che ospitano specie sia comuni sia a rischio, rendendo la vigilanza particolarmente rilevante per la conservazione dell’area.

La Capitaneria di Porto coordina periodicamente gli interventi di controllo con enti locali e autorità sanitarie per garantire la legalità della pesca e la sicurezza del pescato destinato al consumo umano. Il caso del peschereccio sequestrato conferma la costante presenza delle forze dell’ordine sul territorio marittimo e l’attenzione rivolta alla prevenzione di abusi in zone tutelate, in un contesto in cui la protezione ambientale e la legalità delle attività economiche legate al mare rappresentano priorità consolidate.

Informazioni su Pietro Serra 1183 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.