
La Festa della Repubblica a Bosa.
A Bosa si è svolta la celebrazione della Festa della Repubblica, alla presenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale, delle autorità civili, militari e religiose, oltre alle associazioni combattentistiche e d’arma, alle realtà del volontariato e ai cittadini intervenuti per partecipare alle iniziative dedicate all’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana.
Nel corso della cerimonia pubblica organizzata in piazza IV Novembre, il sindaco Alfonso Marras è intervenuto con un discorso istituzionale e, secondo quanto previsto dal programma, ha deposto una corona al Monumento ai Caduti, in memoria di coloro che persero la vita contribuendo alla costruzione dello Stato repubblicano e democratico.
Il primo cittadino ha ricordato come il Paese, duramente provato dal secondo conflitto mondiale e da due decenni di regime fascista, abbia intrapreso un percorso di ricostruzione attraverso il referendum che sancì la scelta repubblicana e con l’elezione dell’Assemblea costituente, incaricata di redigere la Carta fondamentale entrata in vigore nel 1948. Marras ha sottolineato, nel suo intervento, il valore storico di quella fase, richiamando anche il primo suffragio universale che vide la partecipazione delle donne al voto per la prima volta nella storia italiana.
“Un popolo fortemente provato dalla Seconda Guerra mondiale e da 20 anni di dittatura fascista, che ha deciso di risorgere dalle macerie della guerra votando al Referendum per la Repubblica ed eleggendo l’Assemblea costituente che poi formulò la nostra Costituzione, entrata in vigore nel 1948. La scelta di allora, rafforzata dal primo vero suffragio universale, con le donne chiamate per la prima volta nella storia del nostro Paese a esprimere il proprio voto, è per noi un esempio e una traccia da seguire con responsabilità e impegno, per rendere la Repubblica sempre più forte, sempre più giusta”, ha affermato il sindaco Alfonso Marras.
Nel prosieguo del suo intervento, il sindaco ha evidenziato come la ricorrenza del 2 giugno rappresenti un momento di riflessione sul significato della partecipazione democratica, anche alla luce del progressivo calo dell’affluenza alle urne registrato negli ultimi anni. Ha quindi richiamato l’attenzione sul valore dei principi costituzionali, tra cui democrazia, libertà, solidarietà e impegno civile, che secondo quanto espresso costituiscono le basi dell’ordinamento repubblicano.
“Ottanta anni fa ci fu una grande prova di democrazia che oggi, in un’epoca in cui a ogni consultazione elettorale si assiste al progressivo calo delle affluenze, segno di una evidente crisi di rappresentanza e del disamore dei cittadini verso la politica, assume un valore ancora maggiore. Celebrare il 2 giugno significa rinnovare la scelta che il popolo italiano fece 80 anni fa. Significa coltivare i valori di democrazia, libertà, solidarietà, impegno civile, e pace, che sono alla base della nostra Costituzione, e quindi dell’esistenza stessa dello Stato italiano. Questo è un dovere civico e morale per tutti noi: contribuire con le nostre azioni quotidiane a rafforzare e tramandare il progetto di una società giusta, fondata su uguaglianza, diritti, libertà per tutti i cittadini”, ha concluso il primo cittadino.

