Oristano, reperti archeologici in casa: indagato l’ex sindaco Gaviano

Reperti archeologici Oristano

L’indagine sul ritrovamento dei reperti archeologici a Oristano.

Un controllo amministrativo sulle armi custodite in una collezione privata ha aperto un’indagine più ampia che ha portato le autorità al sequestro di diversi reperti di possibile interesse archeologico e all’iscrizione nel registro degli indagati del proprietario, Giorgio Gaviano, ex sindaco di Oristano prossimo agli 84 anni. La Procura contesta il reato di ricettazione di beni culturali, mentre l’intera vicenda si inserisce in un quadro già caratterizzato da precedenti verifiche e da valutazioni discordanti sulla natura degli oggetti rinvenuti.

La vicenda è iniziata attraverso un controllo di carattere amministrativo.

Le Forze dell’Ordine sono intervenute mercoledì 22 aprile per accertare la regolarità della detenzione di alcune armi antiche custodite nell’abitazione dell’ex amministratore. Si è trattato di un controllo di carattere amministrativo, finalizzato a verificare il rispetto delle normative vigenti, in particolare per quanto riguarda le autorizzazioni necessarie a mantenere una collezione di questo tipo. Nel corso dell’ispezione, però, l’attenzione degli operatori si è progressivamente spostata su altri oggetti presenti all’interno della casa, che per caratteristiche e materiali apparivano riconducibili a reperti di natura archeologica.

I controlli congiunti della Guardia di Finanza e della polizia di Stato.

L’operazione è stata condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dalla polizia di Stato, nell’ambito di un coordinamento tra il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e la Divisione Polizia Amministrativa della Questura, con il coinvolgimento dell’Ufficio Armi. Durante gli accertamenti è emersa innanzitutto un’irregolarità legata proprio alla detenzione delle armi, ovvero la mancanza della certificazione medica periodica richiesta per mantenere la titolarità della licenza di collezione. Questo elemento ha contribuito a rendere più approfondita la verifica complessiva della situazione.

L’individuazione dei reperti archeologici nell’abitazione a Oristano.

Nel corso delle operazioni i finanzieri e i poliziotti hanno individuato oltre 40 oggetti ritenuti di possibile interesse storico. La presenza di un numero così elevato di manufatti ha reso necessario avviare ulteriori approfondimenti, sia attraverso analisi tecniche sia mediante il confronto con la documentazione ufficiale disponibile presso gli enti competenti. In particolare, gli investigatori hanno verificato le comunicazioni effettuate alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il territorio di Cagliari, Oristano e Sud Sardegna, riscontrando una discrepanza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente rinvenuto.

Diversi oggetti rinvenuti a Oristano non erano registrati come reperti archeologici.

Dagli accertamenti è emerso che 10 oggetti non risultavano registrati nelle comunicazioni ufficiali. Questa differenza ha determinato il sequestro dei reperti non denunciati, misura ritenuta necessaria in attesa di chiarire la loro origine e la loro effettiva natura. Tra i materiali finiti sotto vincolo figurerebbe un bronzetto interpretato, in base alle prime valutazioni, come la raffigurazione di un toro riconducibile all’età nuragica, oltre a nove manufatti in ossidiana. Questi ultimi, secondo le ipotesi formulate, potrebbero essere datati a un periodo compreso tra il quarto e il terzo millennio avanti Cristo, collocandosi quindi in una fase molto antica della storia dell’isola.

La linea difensiva di Giorgio Gaviano.

Gli oggetti sequestrati sono stati affidati in custodia giudiziaria agli esperti della Soprintendenza, che hanno preso parte direttamente alle operazioni. Una prima relazione tecnico-scientifica avrebbe confermato l’interesse archeologico dei reperti, elemento che ha contribuito a rafforzare il quadro investigativo e a giustificare il provvedimento adottato. Resta tuttavia il tema dell’autenticità dei materiali, che dovrà essere definitivamente chiarita attraverso perizie approfondite. Proprio su questo aspetto si concentra la linea difensiva di Gaviano, che richiama una vicenda risalente a circa 2 anni fa. In quell’occasione, secondo la sua versione, la Soprintendenza avrebbe esaminato alcuni degli oggetti presenti nella collezione, esprimendo un giudizio negativo sulla loro autenticità. Il bronzetto raffigurante un bue e altri manufatti in ossidiana sarebbero stati considerati delle riproduzioni prive di valore archeologico. Sulla base di quella valutazione, l’ex sindaco sostiene di aver ritenuto legittima la loro detenzione. La posizione dell’indagato si fonda dunque nelle indicazioni ricevute in precedenza.

Uno degli elementi più delicati della vicenda.

Il passaggio da una valutazione che li qualificava come falsi a un’indagine per ricettazione rappresenta uno degli elementi più delicati della vicenda, destinato a essere chiarito nel corso del procedimento. L’autorità giudiziaria dovrà infatti stabilire non solo la natura degli oggetti, ma anche l’eventuale consapevolezza del detentore rispetto alla loro provenienza e al loro valore. L’iscrizione nel registro degli indagati costituisce un atto dovuto alla luce degli elementi raccolti, ma non implica automaticamente una responsabilità penale, che potrà essere accertata solo al termine delle verifiche in corso. In questa fase, l’attenzione degli inquirenti resta concentrata sulla ricostruzione della provenienza dei reperti e sulla verifica del rispetto delle normative che regolano la detenzione e la tutela dei beni culturali.

Informazioni su Pietro Serra 1222 Articoli
Mi chiamo Pietro Serra, nato a Sassari e cresciuto a Sorso. Da alcuni anni svolgo la professione di giornalista pubblicista e dal 22 gennaio 2024 ricopro il ruolo di direttore del Giornale di Oristano. Sono appassionato di raccontare eventi e storie legate ai diversi territori della Sardegna, approfondendo le notizie attraverso inchieste e analisi dettagliate. Tra i miei interessi professionali spiccano le questioni legate alla gestione delle emergenze. Nel tempo libero metto in pratica questa passione anche come soccorritore del 118, un’esperienza che mi ha insegnato il valore concreto dell’aiuto agli altri e la responsabilità nel prendersi cura del prossimo.