Riapre dopo il restauro la chiesa di San Ciriaco a Siamaggiore

Riapre dopo il restauro la chiesa di San Ciriaco a Siamaggiore

La riapertura della chiesa di San Ciriaco a Siamaggiore.

È tornata a disposizione dei fedeli di Siamaggiore la chiesa campestre dedicata a San Ciriaco martire, dopo gli interventi di restauro che hanno permesso il recupero dell’antico edificio religioso. La riapertura è stata celebrata mercoledì 29 luglio con una serata dedicata alla presentazione dei lavori e alla ripresa delle celebrazioni legate alla tradizione del luogo.

Gli architetti hanno illustrato i lavori eseguiti.

Il programma dell’iniziativa si è aperto alle 18:30 con l’illustrazione degli interventi curata dagli architetti che hanno seguito il progetto. Successivamente, alle 19, hanno preso il via le novene e la Santa Messa. Al termine della celebrazione, la cittadinanza si è ritrovata per un momento conviviale con un piccolo rinfresco all’insegna della fraternità.

Alcuni cenni storici sulla chiesa di San Ciriaco a Siamaggiore.

La chiesa di San Ciriaco rappresenta uno dei luoghi storici più importanti del territorio di Siamaggiore. Le prime attestazioni della sua presenza risalgono al 1282, quando l’edificio apparteneva all’antico insediamento rurale di Mindas. Nel corso dei secoli il complesso aveva raggiunto dimensioni più ampie rispetto alla struttura attuale, con terreni di pertinenza delimitati da una cinta muraria realizzata in mattoni crudi. All’interno di quell’area trovavano spazio anche i muristenes, le caratteristiche costruzioni utilizzate durante il periodo delle festività come alloggi per i pellegrini e come botteghe per gli artigiani. Un patrimonio storico e religioso che nel tempo ha subito diversi danni a causa degli eventi naturali e dei conflitti.

L’alluvione provocò l’esondazione del vicino fiume Tirso.

Nel 1917 una violenta alluvione, accompagnata dall’esondazione del vicino fiume Tirso, provocò la distruzione delle antiche mura che circondavano l’area della chiesa. Successivamente, nel 1943, la facciata venne danneggiata dai mitragliamenti aerei durante la Seconda Guerra Mondiale. L’edificio conserva ancora oggi elementi di grande valore architettonico. La facciata mantiene parte della struttura originaria di epoca romanica, mentre l’interno, caratterizzato da una pianta a croce latina, presenta modifiche realizzate nel corso delle epoche successive. Accanto alla facciata si trova il campanile a vela di epoca tardo gotica.

La statua di San Ciriaco risale al XVII secolo.

Tra gli elementi di maggiore pregio custoditi all’interno spiccano la balaustra e l’altare maggiore in marmi policromi risalenti al 1791, realizzati da Battista Spazzi. La statua di San Ciriaco, invece, risale al XVII secolo e rappresenta uno dei simboli della devozione della comunità. Gli interventi hanno riguardato il recupero della chiesa dopo un periodo di chiusura necessario per affrontare alcune criticità legate all’umidità e alla stabilità della struttura, oltre alla valorizzazione degli spazi esterni che circondano l’edificio.

Le parole del parroco don Alejandro Garcia Quintero.

“La riapertura di una chiesa cara ad una comunità e significativa per la sua storia è sempre una bella notizia. La chiesa campestre di origine romanica, la cui attestazione risale già al 1283, e dedicata a San Ciriaco riapre dopo vario tempo dalla chiusura, per poter intervenire su problemi di umidità e problemi strutturali piuttosto seri, oltre che per la valorizzazione anche degli ambienti esterni come il giardino intorno alla chiesa, dove anticamente sorgevano i caratteristici mulistenes. I lavori sono stati finanziati grazie al Ministero della Cultura, per mezzo della Regione Sardegna, che ringrazio unitamente a tutti coloro che vi si sono dedicati tra architetti, progettisti e imprese. È fondamentale mantenere viva non solo la storia dei piccoli centri come Siamaggiore, ma anche i luoghi di quella stessa storia: la chiesa di San Ciriaco è un piccolo ed antico gioiello che impreziosisce la comunità e spero che tutti ne potranno godere”, afferma il parroco don Alejandro Garcia Quintero.

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Mi chiamo Emanuele Canu e lavoro come videomaker e fotografo. Raccontare storie attraverso immagini e video è la mia più grande passione, soprattutto quando si tratta di eventi pubblici e momenti di condivisione. Amo l’energia della movida, l’atmosfera viva delle serate e tutto ciò che accade davanti ai miei occhi, pronto a essere catturato. Nel tempo ho sviluppato anche un forte interesse per la conduzione, diventando presentatore di eventi. Mi piace stare a contatto con le persone, coinvolgerle e dare ritmo a ogni situazione, unendo creatività, comunicazione e presenza scenica in ogni esperienza professionale che vivo.