Oristano riscopre i canti medievali al Museo Diocesano

Museo Diocesano Oristano

La riscoperta dei canti medievali al Museo Diocesano di Oristano.

Sarà il Museo Diocesano Arborense di Oristano ad accogliere, venerdì 6 marzo 2026 alle ore 18, l’atto conclusivo del ciclo di conferenze I Pomeriggi del Romanico 2026, promosso dall’associazione Itinera Romanica – Amici del Romanico. L’iniziativa, che nel corso di questa edizione ha approfondito il tema Canti e musica nel Medioevo in Sardegna, giunge così al suo ultimo appuntamento dopo un percorso dedicato alla riscoperta delle sonorità e delle pratiche liturgiche dell’isola in età medievale.

L’incontro sulla riscoperta dei canti medievali a Oristano.

A guidare l’incontro conclusivo sarà Giampaolo Mele, professore ordinario di Storia della musica medievale e studioso originario di Santu Lussurgiu, da anni impegnato nell’analisi delle fonti musicali e liturgiche della Sardegna. Il docente accompagnerà il pubblico in un itinerario che intreccia dimensione europea e realtà locale, ripercorrendo tradizioni, riti e repertori che hanno segnato la vita religiosa e culturale tra il XIII e il XIV secolo.

Un’immersione tra cattedrali e monasteri.

La conferenza, dal titolo “Die ac Nocte”. Culto e canti in Europa e nella Sardegna medievale, proporrà un’immersione tra cattedrali e monasteri, manoscritti in pergamena e miniature di pregio, restituendo il contesto in cui si svilupparono melodie e formule liturgiche dell’epoca giudicale. L’attenzione si concentrerà in particolare sui decenni in cui operarono figure centrali della storia sarda come Mariano II d’Arborea ed Eleonora d’Arborea, protagonisti di una stagione politica e culturale che lasciò tracce profonde anche nella produzione libraria e musicale.

I manoscritti liturgici della cattedrale di Oristano.

In particolare, al centro della riflessione vi saranno i manoscritti liturgici della cattedrale di Oristano, considerati il più rilevante fondo di libri liturgici dell’isola. Si tratta di un patrimonio che, secondo gli studiosi, costituisce ancora oggi una testimonianza di straordinaria importanza per comprendere la vita religiosa medievale, offrendo elementi preziosi per ricostruire pratiche devozionali, repertori musicali e modelli culturali.

Le parole della presidente Giuseppina Deligia.

“Con questo appuntamento si chiude un ciclo che ha permesso di esplorare la dimensione sonora del Medioevo sardo da prospettive differenti, mettendo in dialogo ricerca scientifica e divulgazione e offrendo al pubblico strumenti nuovi per comprendere il patrimonio culturale dell’isola”, precisa la presidente dell’associazione, la storica dell’arte Giuseppina Deligia.

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Collaboratore - Giornale di Oristano.