
Il ricordo del carabiniere Umberto Erriu a Oristano.
A Oristano si è tenuta presso i Giardini Pubblici di via Messina una cerimonia commemorativa dedicata al carabiniere Umberto Erriu, a 38 anni dalla sua uccisione avvenuta il 20 aprile 1988 per mano della cosiddetta Banda della Uno Bianca. Il momento di raccoglimento ha richiamato autorità civili, militari e familiari per ricordare il militare insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile e della Medaglia d’Oro quale Vittima del Terrorismo alla Memoria, caduto mentre svolgeva il proprio servizio.
Le autorità presenti.
All’evento hanno preso parte il comandante provinciale dei carabinieri di Oristano Steven Chenet, il vice prefetto vicario Giuseppe Rania, un rappresentante dell’amministrazione comunale e i vertici delle Forze di Polizia provinciali. In un clima di forte partecipazione emotiva erano presenti anche i familiari del militare, la madre Maria Vitalia Cabiddu vedova Erriu e la sorella Maddalena, che hanno condiviso il ricordo di una figura profondamente legata all’Arma e al territorio.
Chi era Umberto Erriu.
Nato a Oristano il 21 gennaio 1964, Umberto Erriu proveniva da una famiglia segnata dal servizio allo Stato. Il padre era appuntato dei Carabinieri mentre uno zio era caduto in guerra. Cresciuto nella sua città, si era distinto come studente e come atleta nel mezzofondo, allenandosi quotidianamente negli impianti sportivi locali prima della scelta di arruolarsi nell’Arma nel 1984. Dopo le prime esperienze al Centro Sportivo Carabinieri di Bologna, aveva prestato servizio al 2° Battaglione Liguria di Genova e successivamente alla Stazione Carabinieri di Castel Maggiore nel Bolognese.
L’agguato della Banda della Uno Bianca.
La sera del 20 aprile 1988, durante un servizio di pattuglia insieme al collega Cataldo Stasi, Erriu notò la presenza sospetta di tre uomini a bordo di una Fiat Uno bianca parcheggiata nei pressi della Coop di via Gramsci. Nel momento in cui i due militari si avvicinarono per un controllo, furono improvvisamente colpiti da un’azione di fuoco violenta e premeditata. Nonostante le gravi ferite, entrambi tentarono una reazione, ma furono sopraffatti e persero la vita in quello che venne poi riconosciuto come un agguato della Banda della Uno Bianca.
La Medaglia d’Oro di Vittima del Terrorismo.
Successivamente lo Stato ha riconosciuto il sacrificio del giovane carabiniere con importanti onorificenze. La Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria, conferita il 30 maggio 1989, lo ricorda come “Capo pattuglia automontata mentre si apprestava, insieme ad un collega, al controllo degli occupanti un’autovettura in sosta, veniva fatto segno ad improvvisa azione di fuoco. Benché gravemente ferito, tentava di reagire con le armi in dotazione ma, ormai privo di forze, si accasciava al suolo, immolando la sua giovane esistenza. Splendido esempio di non comune ardimento e di altissimo senso del dovere spinti fino all’estremo sacrificio. Castel Maggiore (Bologna), 20 aprile 1988”. A questo riconoscimento si è aggiunta la Medaglia d’Oro di Vittima del Terrorismo conferita il 27 giugno 2014 per “gli alti valori morali espressi nell’attività prestata presso l’Amministrazione di appartenenza”.
Il suo ricordo vive negli anni.
Nel corso della cerimonia i militari hanno evidenziato come il nome di Umberto Erriu continui a vivere attraverso diverse intitolazioni, tra cui la stazione dei carabinieri di Simaxis, la Compagnia e la stazione di Molinella e le sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Oristano e Quartu Sant’Elena. Il militare riposa nel cimitero di Oristano e nei Giardini Pubblici di via Messina a lui dedicati sorge un cippo commemorativo con una targa che ne ricorda il sacrificio e il servizio reso allo Stato.
L’omaggio nel comandante provinciale a Umberto Erriu.
Nel suo intervento, il comandante provinciale ha richiamato il valore della memoria e del dovere istituzionale affermando: “Umberto Erriu quel giorno cadde da Eroe mentre faceva il suo dovere per gli italiani: serviva il suo Paese per portare giustizia. Ricordarlo oggi, dopo 38 anni, dalla Sua prematura scomparsa, non è solo un Onore ma un Dovere”.
Il clima di raccoglimento.
La cerimonia si è conclusa in un clima di raccoglimento condiviso, con la partecipazione delle istituzioni e dei cittadini presenti che hanno reso omaggio alla figura del giovane carabiniere, simbolo di dedizione e servizio fino all’estremo sacrificio.

