
La questione dei sorvoli ripetuti sopra il Golfo di Oristano.
Domenica scorsa, 31 maggio, un Cessna Grand Caravan Ex ha compiuto numerosi passaggi sopra il Golfo di Oristano, sotto gli occhi di molte persone presenti nella zona. Il velivolo, identificato con registrazione Ln-Lol e modello Led7 – Field Aviation, non è un aereo di linea e tantomeno un mezzo turistico ordinario. Si tratta invece di un aeromobile impiegato da società che si occupano di rilievi aerei, mappature, scansioni del territorio, fotogrammetria, tecnologia LiDAR e acquisizione dati. A rendere nota la vicenda è stato il giornalista d’inchiesta Mauro Pili, che nei giorni scorsi ha denunciato l’accaduto. Ancora oggi, però, non sono emerse risposte ufficiali sulle motivazioni di quei voli ripetuti. Il caso ha attirato l’attenzione della politica locale e regionale, senza che finora siano state fornite chiarificazioni da parte delle autorità competenti.
La denuncia del giornalista d’inchiesta Mauro Pili.
“Sopra la testa, per ore, decine e decine di passaggi dello stesso aereo. Un velivolo identificato come Led7 – Field Aviation, un Cessna Grand Caravan Ex, registrazione LN-LOL. Non un aereo di linea, non un volo turistico qualunque. In realtà, è un mezzo usato da una società specializzata in rilievi aerei, mappature, scansioni, acquisizione dati, fotogrammetria, LiDAR e analisi del territorio. Con la fretta di mappare il Golfo di Oristano, domenica compresa, o forse soprattutto. La rotta non lascia adito a dubbi: è blindata dai radar”, commenta Mauro Pili.
Il velivolo è partito da Alghero fino ad arrivare nel Golfo di Oristano.
Secondo quanto ricostruito dal giornalista, il velivolo è partito da Alghero e ha seguito la costa occidentale della Sardegna per poi concentrare i passaggi proprio davanti all’area del Golfo di Oristano. Le traiettorie descritte sono parallele e ripetute, tipiche di un rilievo tecnico eseguito con metodo a pettine, come avviene quando si intende scandagliare in modo sistematico una determinata zona per misurazioni, fotografie e acquisizioni di dati.
“Partenza da Alghero, discesa lungo la costa occidentale della Sardegna, poi continui passaggi ripetuti, paralleli e insistenti davanti all’area del Golfo di Oristano. Una traiettoria a pettine, da rilievo tecnico: avanti e indietro, come quando si scandaglia un’area, si misura, si fotografa, si prepara qualcosa. Naturalmente, nessuno dirà nulla; ovviamente, tutto sulla testa dei sardi. Non c’è certezza su chi abbia commissionato quel volo, ma è legittimo chiedersi cosa si stia pianificando nel Golfo di Oristano. Perché proprio lì? Perché quei passaggi? Perché quell’aereo specializzato? Perché quel tipo di rotta?”, si chiede il giornalista d’inchiesta.
Le discussioni legate ai piani energetici della Sardegna.
Il sorvolo avviene in un momento in cui il Golfo di Oristano è al centro di discussioni legate ai piani energetici della Sardegna. Nei documenti e nelle strategie regionali si parla di nuove infrastrutture, tra cui possibili approdi, terminali, depositi e rigassificatori. In particolare, il progetto di un impianto galleggiante di stoccaggio e rigassificazione di Gnl nel porto di Oristano-Santa Giusta è stato inserito nel Piano Operativo Triennale 2026-2028 dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna.
Le parole pronunciate nei giorni scorsi dalla presidente Alessandra Todde.
Nei giorni scorsi la presidente della Regione Alessandra Todde era intervenuta proprio a Oristano sul tema della nave gasiera. L’esponente aveva sottolineato che l’infrastruttura scelta è di tipo amovibile, con un inizio e una fine previsti, e che l’obiettivo sarebbe quello di rafforzare il porto industriale e le attività delle aziende che vi operano. Il dossier sul metano liquido rimane comunque aperto, con valutazioni tecniche in corso, analisi sugli impatti territoriali e confronti tra istituzioni. La transizione energetica rappresenta uno degli argomenti principali nell’agenda della Regione Sardegna.
I sorvoli sopra il Golfo di Oristano in ritardo rispetto ai piani sul metano.
Il giornalista Mauro Pili ha collegato il sorvolo alle ipotesi di sviluppo energetico nell’area: “Non è forse un caso, però, che nei piani energetici calati sulla Sardegna si parli di nuove infrastrutture, approdi, terminali, depositi, rigassificatori, opere a mare e opere connesse. Sappiamo che il cosiddetto patto scellerato del gas di Todde-Meloni prevede anche un mega rigassificatore a mare nel Golfo di Oristano, davanti al porto. Allora la domanda è semplice: stiamo assistendo ai rilievi preliminari per trasformare un altro pezzo di mare sardo in zona di servizio per interessi energetici e metanieri, con 30 anni di ritardo? La Sardegna non è uno spazio vuoto da usare, un mare usa e getta, come vuole fare “lady scatoletta”, annunciando che, poi, chissà quando, il rigassificatore verrà tolto. Siamo dinanzi a un’incompetenza elevata all’ennesima potenza. La costa sarda non è una cartina tecnica su cui tracciare linee, corridoi, condotte, terminali e affari”.
L’invito a non trasformare il Golfo di Oristano in una piattaforma industriale.
Pili ha poi concluso il suo intervento ricordando le caratteristiche del territorio interessato. “Il Golfo di Oristano non può essere trasformato in una piattaforma industriale. In quel compendio vivono migliaia di lavoratori legati al settore della pesca e del turismo, con un patrimonio unico legato alla storia di Tharros e non solo. Qualcuno lo ha dimenticato. Il mare della Sardegna non è terra di conquista”.
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Nessuna risposta ufficiale dopo i sorvoli sopra il Golfo di Oristano.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte di enti aeronautici, della Regione o dell’Autorità Portuale che spieghino nel dettaglio le finalità del volo del 31 maggio. La vicenda continua a essere oggetto di attenzione, in attesa di eventuali risposte che chiariscano chi abbia commissionato i rilievi aerei e quali obiettivi tecnici o progettuali siano alla base di quei sorvoli insistenti sopra il Golfo di Oristano.

